Come leggere davvero l'etichetta di un integratore

Come leggere davvero l'etichetta di un integratore

Un'etichetta di integratore è fatta per essere letta in due modi. Il fronte parla al desiderio, il retro dice i fatti. Imparare a leggere il retro cambia quello che compri.

1. L'ordine degli ingredienti non è casuale

Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso: il primo è quello presente in quantità maggiore, l'ultimo in quantità minore.

Se l'ingrediente pubblicizzato sul fronte compare in fondo all'elenco, dopo eccipienti e agenti di carica, la sua presenza è probabilmente simbolica. Capita spesso con le piante esotiche in copertina che nell'elenco arrivano dopo il magnesio stearato.

2. La quantità per dose conta, quella sul fronte no

Sul fronte leggi “1000 mg”. Ma di cosa, e per quante compresse?

Un prodotto può dichiarare 1000 mg per dose giornaliera da tre compresse. Un altro 1000 mg per compressa. Il numero grande è identico, la sostanza è tripla.

Cerca la tabella dei tenori medi e la riga “per dose giornaliera”. È l'unico dato confrontabile fra prodotti diversi.

3. La titolazione è la differenza fra sapere e sperare

Quando un estratto è titolato, è standardizzato su una percentuale nota di principio attivo.

“Estratto di cardo mariano 200 mg” dice quanto estratto c'è.
“Estratto di cardo mariano 200 mg titolato all'80% in silimarina” dice quanto principio attivo c'è.

Solo il secondo è un'informazione utile: un estratto non titolato può variare molto da lotto a lotto.

Per gli enzimi vale lo stesso principio ma con un'unità diversa: la bromelina si misura in GDU, che indicano l'attività. Due prodotti con gli stessi milligrammi possono avere attività molto diverse.

4. Le miscele proprietarie nascondono i dosaggi

Formulazioni come “Complesso Energia 850 mg: guaranà, ginseng, rodiola, tè verde” dichiarano il totale ma non la ripartizione. Potrebbero esserci 800 mg del primo e 50 divisi fra gli altri tre.

Sono legali, ma servono più al produttore che a chi compra. Un'etichetta che dichiara ogni ingrediente separatamente ti sta dando più informazioni.

5. Gli eccipienti raccontano qualcosa

Agenti di carica e antiagglomeranti servono a rendere il prodotto producibile: la loro presenza è normale.

Diventa un segnale quando occupano gran parte dell'elenco. Se in una compressa da 500 mg gli attivi sono pochi e gli eccipienti molti, stai comprando soprattutto il supporto.

6. Le avvertenze specifiche sono informazione vera

Le frasi obbligatorie ci sono su tutti i prodotti. Ma alcune avvertenze sono specifiche — controindicazioni in gravidanza, limiti di durata, interazioni con farmaci — e quando compaiono sono legate a quella pianta o a quella sostanza.

La loro presenza è un segno di serietà, non di pericolo.

7. Cosa un integratore non può dire

Per legge un integratore alimentare non può dichiarare di prevenire, curare o trattare una malattia. È la linea che separa un alimento da un farmaco.

Se un'etichetta promette di guarire un disturbo, sta dicendo qualcosa che non le è consentito. Ed è ragionevole chiedersi cos'altro stia dicendo con la stessa leggerezza.

Il riassunto

  • L'ingrediente principale è in cima all'elenco?
  • La quantità è per dose giornaliera o per compressa?
  • Gli estratti sono titolati?
  • Ci sono miscele proprietarie?

Quattro domande, cinque secondi. Bastano a distinguere un prodotto formulato con criterio da uno costruito per la vetrina.